FERRERO ROCHER – Lo spot classista anni ’90

Oggi ho per voi una cosetta dolce e leggera. Si tratta di un fortunato spot pubblicitario che ormai fa parte della storia della pubblicità italiana, tanto che alcune espressioni, come “ho un leggero languorino” oppure “la mia non è fame, è più voglia di qualcosa di buono”, sono utilizzate ancora oggi nelle campagne pubblicitarie televisive dell’azienda Ferrero.

La protagonista dello spot ricorre a un registro della lingua sostenuto e anche il suo modo di parlare è perfettamente coerente con i gesti, l’eleganza e il suo status economico molto agiato evidenziato dalla macchina lussuosa e confortevole come una suite a cinque stelle, dall’autista personale, dalla pelliccia, dai gioielli, ecc.)

TRASCRIZIONE

–          Ambrogio?

–          Signora?

–          Avverto un leggero languorino (1).

–          Ci fermiamo per prendere qualcosa?

–          Non saprei che cosa, Ambrogio, la mia non è fame, è più voglia di qualcosa di buono.

–          Capisco, signora.

–          Dovremmo tenere in auto qualcuno di quei Ferrero Rocher.

–          Mi ero permesso di pensarci, signora (2).

–          Bravo Ambrogio, pensi proprio a tutto.

FERRERO ROCHER soddisfa la voglia di buono.

 

 

(1)   È un modo piuttosto sofisticato per dire semplicemente: “Ho un po’ di fame”

(2)   L’autista si adegua al tono raffinato della signora e le risponde con cortese cerimoniosità

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MINE VAGANTI (1)

 

 

Mine vaganti, film, 2010, regia di Ferzan Ozpetek, con Riccardo Scamarcio, Alessandro Preziosi, Nicole Grimaudo, Lunetta Savino ed Ennio Fantastichini.

I due protagonisti, che appartengono a una famiglia dell’Italia del Sud, dovrebbero subentrare al padre nella gestione dell’azienda di famiglia. E invece si rivelano delle vere e proprie “mine vaganti”.

Il film affronta il tema dell’omosessualità vissuta ancora come un tabu soprattutto nella parte meridionale del paese, da sempre considerata di mentalità più conformista e conservatrice.

Eccovi il trailer del film.

Di seguito troverete la spiegazione di alcune espressioni e la trascrizione dei dialoghi.

Buona visione.

Trailer del film

 

TRASCRIZIONE

– Era tutto per me, tutto!

(Canzone) Cinquantamila lacrime non basteranno perché

Musica triste sei tu dentro di me

Cinquantamila lacrime…

-E gli dovevano piacere le femmine come piacciono a me, hai capito?

-Ma comunque ci stanno (2) disgrazie più grandi.

-Una mia amica conosce a una (3) che tiene (4) il nipote e pure il figlio.

-Allora le malattie, la fame, la carestia…

-Trent’anni ho buttato a nascondermi.

(Canzone) Non ritornare, no, tu non ti voltare

-Stanno dappertutto, spuntano come i funghi

(Canzone) … sì, cadere. A me piace così

-Che vergogna!

(Risate generali)

-Lo sanno tutti, lo sanno!

-Guarda che il mondo è pieno.

-Com’è brutta la calunnia, mamma mia!

-Troia (5)

-Zoccola (5)

-Guarda che se ti chiamano il principe del foro non è perché sei bravo in tribunale! (6)

-Troppi ce ne stanno che poi a casa ci hanno pure la moglie e i figli.

-Uh, Dio, uh!

-Uno lo riconosce subito un… uno, no? (7)

-È una cosa da cui si guarisce.

-È più faticoso stare zitti che dire quello che si pensa.

-Come sei brutta!

-Anch’io ti voglio bene, signora.

 

 

 

(1) Una mina vagante, in senso figurato, è una cosa o una persona potenzialmente pericolosa, che può  esplodere improvvisamente.

(2) “Ci stanno”, è un calco dialettale che significa “ci sono”.

(3) Il verbo conoscere in italiano regge un complemento oggetto, quindi correttamente si dovrebbe dire “conoscere una (persona)”. La forma qui utilizzata (“conoscere a una”) è deformata dall’influenza del dialetto meridionale (Puglia).

(4) “Che tiene” = “che ha” (calco dialettale).

(5) Prostituta. Si tratta di due appellativi particolarmente volgari e ingiuriosi per una donna.

(6) Doppio senso giocato sul duplice significato del termine “foro” in italiano: a) tribunale, b) buco. Un “principe del foro” è un avvocato particolarmente brillante.

(7) Il personaggio non riesce nemmeno a pronunciare la parola “omosessuale”.

 

Perché nasce itali@nochepassione!?

Chi studia una lingua straniera sa quanto sia importante sviluppare tutte e quattro le abilità linguistiche (sapere scrivere, leggere, parlare, ascoltare) e sa anche quanto ogni lingua sia strettamente legata alla storia e alla cultura di un popolo.

Nella vita di tutti i giorni, di solito abbiamo poche occasioni di praticare una lingua straniera. Spesso non abbiamo la possibilità di ascoltare persone che parlano la lingua che stiamo studiando.

Quindi facciamo fatica a imparare a distinguere i suoni. E la cultura straniera finisce per restare una terra sconosciuta!

Tramite questo blog mi propongo di aiutare quanti amano l’italiano e desiderano migliorarlo. Mi rivolgo a giovani e adulti, a studenti e autodidatti, ma anche a insegnanti di italiano L2, che forse potranno utilizzare qualcuno degli articoli nella loro didattica.

Il metodo di studio è semplicissimo: itali@nochepassione! raccoglierà e metterà a disposizione degli utenti documenti sonori o audiovisivi di vario genere, seguiti dalla trascrizione completa dei testi e dalla spiegazione di espressioni, termini e modi di dire tipicamente italiani. In questo modo, anche i dialoghi poco chiari o magari troppo rapidi diventeranno comprensibili, nello stesso tempo si acquisiranno nuove espressioni e si imparerà a riconoscere alcuni tratti tipici della cultura italiana.

Allora amici, “acqua alle corde!”(1)

La nave di itali@nochepassione! è pronta a salpare. Che il vento ci sia favorevole!

 

(1)    Espressione usata per esaltare l’importanza del coraggio della risolutezza e della presenza di spirito di qualcuno davanti ad un problema difficile.